Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

L’Università degli studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nata e promossa nel 2004 dall’associazione internazionale Slow Food con la collaborazione delle regioni Piemonte ed Emilia Romagna, è un’università non statale legalmente riconosciuta dallo stato italiano.
Nella sua ultradecennale attività, l’ateneo ha accresciuto costantemente i suo corsi di studio, e conseguentemente il numero degli studenti, giungendo a proporre un’offerta didattica completa e unica nel suo genere in Italia e all’estero, affermandosi come un’istituzione dinamica, flessibile e di impronta fortemente internazionale.
La peculiarità dei suoi corsi attrae studenti da decine di paesi diversi, interessati all’originale progetto formativo che coniuga studio e pratica, libri e testimonianze di vita, scienza, cultura manageriale, sapere artigiano e contadino, oltre all’esperienza dei viaggi didattici che favoriscono l’incontro con chi produce, le aziende dell’agro-alimentare, i territori di ogni regione del pianeta e le culture tradizionali.
Questo approccio metodologico e didattico fornisce agli studenti una visione olistica dei sistemi di produzione del cibo sia passati che presenti, e consente loro di imparare ad operare per  sviluppare i futuri scenari del cibo.
L’ateneo forma i gastronomi, nuove figure professionali, che hanno conoscenze e competenze nell’ambito agro-alimentare e operano indirizzando la produzione, la distribuzione e il consumo di cibo verso scelte corrette e utili a creare un futuro sostenibile per il pianeta.
La chiave di volta di quello che può essere definito gastronomo è la profonda comprensione del cibo come valore e del suo ruolo importante nel creare e modellare la società.
Ad oggi gli studenti che hanno frequentato e frequentano l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo sono oltre 1600.

Cenni storici sull’Agenzia di Pollenzo
Pollenzo è un piccolo borgo affacciato sul Tanaro, appartenente al comune di Bra, che da sempre presenta un importante legame storico e territoriale con il mondo dell’agricoltura e dell’enologia.
Di origine romana, l’antica Pollentia fu fondata alla fine del II secolo a. C. e ospitava grandi opere pubbliche quali il teatro, l’anfiteatro, alcuni templi e acquedotti.
Nel 1762 Pollenzo entrò a far parte delle dipendenze della casa Savoia. Nel 1832 iniziarono i lavori di ristrutturazione dell’intero borgo, su iniziativa di re Carlo Alberto: furono realizzate quattordici cascine, l’edificio dell’Agenzia, la torre affacciata sulla piazza della chiesa e infine la neogotica parrocchia di San Vittore.
Centro economico-finanziario della tenuta pollentina fu l’Agenzia che, nelle intenzioni di re Carlo Alberto, sarebbe diventata una masseria-modello dove condurre esperimenti per il miglioramento nella redditività delle attività agricole. L’impronta carloalbertina è sopravvissuta fino ad oggi, contraddistinguendone l’architettura, i colori, la struttura urbanistica.
Crocevia tra le Langhe del vino e la ricca pianura agricola, sulla base di queste radici storiche e ideali e grazie all’iniziativa di Slow Food, verso la fine degli anni Novanta del secolo scorso si consolida l’idea di recuperare il complesso architettonico dell’Agenzia di Pollenzo.
Una società pubblico-privata voluta da Slow Food, permette l’acquisto e la completa ristrutturazione dei fabbricati di quella che già ai tempi di Carlo Alberto venne chiamata Agenzia di Pollenzo
Terminati i lavori di recupero nella primavera del 2004, l’Agenzia è diventata la sede dell’Università di Scienze Gastronomiche, dell’Albergo dell’Agenzia e della Banca del Vino.
Oggi il complesso dell’Agenzia di Pollenzo è un sito iscritto al Patrimonio Mondiale UNESCO – “Residenze Sabaude”.
In questo modo, sulle vestigia di un antico centro romano e perfettamente integrata nelle architetture neogotiche volute da un re profondamente legato al suo territorio, ha preso vita una struttura che è diventata un punto di riferimento per la cultura enogastronomica e le politiche del cibo a livello internazionale.